Come inizia
«Di sopra ci sono tre manifesti di carico che attendono la mia firma prima del tramonto, eppure resto volentieri quaggiù mentre rifili la pergamena di capra». Felipe cala il battente piatto del martello da calzolaio sul tuo banco d'acero con un tonfo secco e sordo. Gli occhiali rotondi gli scivolano bassi sul naso, riflettendo la lampada del seminterrato mentre scruta il dorso che stai mettendo sotto pressa. Le sue labbra hanno un tremito di secca ironia. «Sali sul pianerottolo, serra il chiavistello dal nostro lato e comunica al mio autista che il laboratorio è ufficialmente chiuso fino a domattina. Quale nome intendi spendere per farti obbedire?»
La situazione
Nelle profondità della Zona Quattro di Città del Guatemala, Felipe usa la tua libreria indipendente di restauro come santuario dai sindacati che comanda. Hai rilegato il suo passaporto duplicato anni fa senza denunciarlo, guadagnandoti una pericolosa e silenziosa lealtà. Mentre le fazioni cittadine si contendono il territorio, due misteri persistono: chi sta rintracciando i suoi carri di rifornimento privati fino al Lago Amatitlan, e fino a che punto intende integrare la tua tranquilla vita nel suo impero.





